Ci sono percorsi che non nascono da un piano preciso, ma da un'occasione presa al volo. Per Martina, il mondo della moda è entrato così: una foto mostrata dalla madre a una collega, un contatto con una presentatrice torinese e il primo invito a sfilare, anche senza averlo mai fatto prima. All'inizio non era un obiettivo costruito da anni. Da piccola le piaceva il mondo dello spettacolo, della moda e della passerella, ma lo vedeva come qualcosa di lontano, quasi irraggiungibile. Poi, nel 2024, arriva la prima esperienza: Miss Carnevale di Ivrea. Aveva sedici anni, non aveva mai sfilato e ricorda di aver osservato le altre ragazze da lontano per capire come muoversi. Eppure proprio lì ottiene il titolo di Miss Eleganza, il primo segnale concreto che quella strada poteva diventare qualcosa di più. Da quel momento iniziano shooting fotografici, concorsi, nuove conoscenze e viaggi. Tra le esperienze più importanti c'e Miss Venice Beach, concorso a cui partecipa anche grazie alle sue origini venete. La finale al Casino di Venezia le permette di vivere una realtà diversa: non solo competizione, ma anche masterclass, confronto, amicizie e crescita personale. Da li arrivano anche esperienze come hostess in fiere importanti e trasferte, anche all'estero, come a Nizza.

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Prima della moda, però, nella sua vita c'e sempre stata la danza. La pratica dall'età di tre anni, tra classico, contemporaneo, moderno e tip tap. Una disciplina che le ha insegnato costanza, precisione, presenza scenica e rapporto con gli altri. In qualche modo, la danza è stata la base: le ha dato postura, controllo e determinazione, qualità che oggi ritrova anche in passerella. Accanto a tutto questo c'e sempre stato lo studio. Dopo il liceo economico sociale, concluso con un risultato molto alto alla maturità, si prepara a iscriversi a Giurisprudenza. L'interesse iniziale era la criminologia, ma in Italia il percorso non è diretto, e Giurisprudenza le sembra la strada più solida per avvicinarsi a quel mondo. Se la moda non dovesse diventare la sua strada principale, si immagina anche come avvocato o pubblico ministero. Il suo modo di raccontarsi è chiaro: curiosa, timida e riservata all'apparenza, ma molto determinata. Chi la conosce davvero scopre una persona leale, altruista, gentile e precisa nei propri obiettivi. Per conciliare scuola, danza, eventi e sfilate ha dovuto imparare a organizzarsi, anticipare lo studio e non lasciare nulla al caso. Nel mondo della moda ha scoperto anche alcune difficoltà. Una delle più forti riguarda gli stereotipi: altezza, misure e canoni rigidi. Pur essendo alta 1,73 m, le è capitato di essere rifiutata perché per alcune passerelle lo standard richiesto era almeno 1,75 m. Per lei è il segno che la moda ha ancora molta strada da fare per diventare davvero più accessibile.

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Tra i momenti che le hanno fatto capire che questa passione poteva diventare seria c'e anche un evento durante la Fashion Week di Milano, al Teatro Manzoni, per lo stilista Diamond Luisant. Ma a darle fiducia sono state anche le parole di chi lavora nel settore, quando le è stato detto che era portata per l'alta moda. In questo percorso, la famiglia ha avuto un ruolo fondamentale. Genitori e nonni sono stati presenti a ogni evento e a ogni sfilata, dandole supporto, valori e sicurezza. Il suo numero portafortuna è il 23. Il fiore che la rappresenta è il gelsomino, delicato all'apparenza ma capace di lasciare un'impronta forte. La frase che sente sua è quella di Avicii: "Live a life you will remember." Per lei significa vivere davvero, seguire i propri sogni e farsi ricordare per ciò che si è, senza costruire un personaggio, ma restando fedele ai propr