Francesca studia al liceo artistico, indirizzo moda, ma le sue giornate non si dividono solo tra tessuti, disegni e sfilate. Da dieci anni fa atletica, uno sport iniziato quando aveva sette anni e diventato una parte fondamentale della sua identità. La sua specialità sono i 400 metri, con qualche esperienza anche sui 200. Una gara intensa, in cui bisogna partire forte, mantenere il ritmo e poi dare tutto negli ultimi metri, anche quando le gambe iniziano a non rispondere più. Per Francesca l’atletica è una sfida continua contro il tempo, contro la fatica e soprattutto contro sé stessa.

Immagine dell'articolo Francesca, tra atletica e moda: la disciplina come strada  per costruire il futuro

Il suo percorso sportivo è cresciuto anno dopo anno. All’inizio l’atletica era quasi un gioco, poi sono arrivate le gare più importanti, le vittorie regionali, le rappresentative e i campionati nazionali. Con la staffetta 4x400 è arrivata quarta in Italia, ha partecipato ai nazionali con la 4x100 e quest’anno ha raggiunto i campionati italiani nei 400 individuali. Quello che le piace dell’atletica è anche il suo lato individuale. Se vince, il merito è suo; se perde, la responsabilità è sua. In pista non ci si può nascondere. Durante la gara serve concentrazione, cattiveria sportiva e voglia di superarsi. Poi, finita la competizione, tornano gli abbracci, il rispetto e l’amicizia. Conciliare tutto, però, non è semplice. Francesca frequenta una scuola impegnativa, dalle otto del mattino fino al pomeriggio, poi prende il treno, torna a casa, mangia qualcosa e va direttamente ad allenamento. La sera studia, spesso fino a tardi. Nei periodi scolastici arriva a dormire anche solo quattro o cinque ore a notte. La stanchezza fisica pesa, ma pesa anche quella mentale: avere poco tempo per fermarsi, metabolizzare una gara andata male, stare con gli amici o semplicemente respirare fuori da scuola e sport. Eppure è proprio lo sport ad averla cambiata. Le ha dato disciplina, determinazione e sicurezza. Da più piccola era più timida e insicura; l’atletica l’ha aiutata a uscire da quella parte di sé.

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In questo percorso, Francesca non è stata sola. Nei momenti più difficili ha sentito soprattutto il supporto dei suoi genitori, sempre presenti e capaci di starle vicino quando scuola, sport e aspettative diventavano più pesanti. Per lei quel sostegno è stato importante per continuare, non fermarsi davanti ai momenti “no” e ritrovare equilibrio anche quando la pressione si faceva sentire. La moda è arrivata durante le medie, prima attraverso Pinterest, Vogue e la curiosità per gli stili, poi con la scelta del liceo artistico Aldo Passoni, indirizzo moda. Con il tempo è diventata una parte centrale delle sue giornate: studia tessuti, storia della moda, tendenze e progettazione. Uno dei momenti più importanti è stata la sfilata a Palazzo Reale, nata da un progetto della scuola. Francesca ha lavorato su un abito, lo ha modificato, abbellito e poi lo ha indossato in passerella. È stata un’esperienza faticosa, ma anche emozionante: trucco, preparazione, attesa, adrenalina, pubblico e applausi. Nel mondo della moda, Francesca si vede più vicina all’organizzazione, al marketing e alla comunicazione che alla creazione pura. Le interessa l’estetica, il lusso, il messaggio dietro un abito, il modo in cui una sfilata viene costruita e raccontata. Per lei alcuni vestiti non sono solo capi da indossare, ma vere opere d’arte. Sport e moda, secondo Francesca, possono incontrarsi molto più di quanto sembri. Anche nello sport esiste un’estetica: il modo in cui un’atleta si prepara, si presenta e costruisce la propria immagine. Vorrebbe vedere più collaborazioni tra brand di moda e atleti, anche in Italia, perché l’unione tra

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performance e immagine può rendere lo sport ancora più forte. Il suo futuro lo immagina fuori da Torino, magari a Milano o Roma, in un’accademia legata alla moda e al marketing. Allo stesso tempo spera di continuare ad allenarsi in una società più grande, capace di farla crescere ancora. Il sogno più grande è viaggiare grazie al suo lavoro e costruire una carriera nella moda. Nello sport, invece, Mondiali e Olimpiadi restano un sogno lontano, ma non impossibile da immaginare. Il fiore che le sue amiche associano a lei è la peonia. La frase che sente più vicina al suo percorso è semplice e diretta: “La disciplina determinerà il tuo risultato.” Nel caso di Francesca non sembra solo un motto. È il modo in cui vive ogni giornata: tra scuola, pista, moda, fatica, ambizione e il desiderio di costruire qualcosa che la rappresenti davvero.