Sofia ha 18 anni, appena compiuti, e sta per iniziare l’ultimo anno di liceo classico. Lo racconta quasi con malinconia, perché per lei il classico non è stato solo una scuola, ma una strada scelta con convinzione fin da bambina. Già dalle medie sapeva di volerlo fare, senza un vero piano B. In quel percorso ha trovato qualcosa che somiglia molto alla sua identità: la sete di conoscenza, il desiderio di imparare e la voglia di spingersi oltre i propri limiti.
Dopo la maturità vorrebbe proseguire con Giurisprudenza. Il suo obiettivo, almeno oggi, è diventare notaio o magistrato. È una ragazza ambiziosa e non lo nasconde: le piace puntare in alto, costruire un percorso solido e immaginare il futuro con serietà. La moda, infatti, non nasce come piano principale, ma come una possibilità arrivata quasi per caso.
Prima ancora della passerella, nella sua vita c’è lo sport. Sofia pratica pattinaggio artistico a rotelle a livello agonistico e si allena circa quindici ore a settimana, tra gare, trasferte e stage. Ha iniziato a nove anni, dopo aver fatto danza e dopo essere rimasta colpita da una sua cugina, per lei quasi una sorella maggiore. In quel periodo c’era anche l’influenza di Soy Luna, la serie sul pattinaggio che l’ha fatta avvicinare ancora di più a quel mondo.
Sofia si definisce un’inguaribile ottimista. Non perché la sua vita sia sempre semplice, ma perché crede che affrontare le cose con il sorriso renda tutto più leggero, per sé e per gli altri. Accanto a questo lato solare c’è una grande determinazione: quando si pone un obiettivo, cerca in ogni modo di raggiungerlo. Il rovescio della medaglia è il perfezionismo, una parte di sé che a volte diventa pesante, perché la porta ad avere aspettative altissime.
Da piccola sognava prima di fare la ballerina, poi addirittura la fachira, affascinata dagli spettacoli circensi e dai giochi con il fuoco. Un dettaglio curioso, ma che dice molto di lei: Sofia non ha mai amato sentirsi uguale alle altre. Le è sempre piaciuto immaginarsi in qualcosa di diverso, un po’ fuori dagli schemi.
Il mondo della moda è entrato nella sua vita due anni fa. Accompagnando la cugina a vedere una sfilata, viene notata da un’organizzatrice e invitata a provare. All’inizio non era un sogno programmato, ma un tentativo. Poi qualcosa è cambiato: ha scoperto un ambiente in cui si sentiva sicura, capace di mostrarsi e di credere di più nelle proprie possibilità.

Il momento in cui tutto è diventato più concreto è arrivato con un concorso internazionale e poi con un’esperienza legata al Galà della Moda, evento collaterale alla Fashion Week di Milano. Il fitting, gli abiti sistemati su misura, il trucco, i capelli, la preparazione completa: per Sofia è stato il segnale che quella strada poteva diventare reale.

Eppure la moda, per lei, va vissuta con equilibrio. Sa che può diventare un ambiente difficile, soprattutto se lo si trasforma nell’unica misura del proprio valore. Per questo cerca di restare lucida: accetta i rifiuti, le critiche e i sacrifici, ma senza perdere se stessa. In questo la aiuta anche lo sport, che le ha insegnato a trasformare pressione e ansia in carica.
Il suo sogno più grande nella moda sarebbe sfilare a New York, sulle passerelle internazionali. Ama Armani per l’eleganza e ha una vera venerazione per Coco Chanel, per ciò che rappresenta nella storia della moda femminile.
Il fiore che la rappresenta è il girasole, perché cerca sempre la luce, anche quando il cielo è nuvoloso. Il colore è il giallo, simbolo di speranza, energia e attenzione. La frase che lascia a chi leggerà la sua storia è proprio una citazione di Coco Chanel: “Per essere insostituibili bisogna essere diversi.”



