Si chiama Aurora.

Ha 21 anni, vive a Cava de’ Tirreni ed è una ragazza determinata, solare e piena di sogni. Le sue origini però sono divise tra Campania e Toscana: è nata a Massa, perché sua madre è toscana, mentre suo padre è di Cava. Forse anche per questo, nel suo modo di raccontarsi, si sente una doppia anima: da una parte il legame con casa, dall’altra il desiderio di spostarsi, provare, conoscere mondi nuovi e non restare ferma.

Dopo il liceo scientifico, un percorso che oggi avrebbe vissuto con più leggerezza, ha scelto di mettersi alla prova nel mondo del lavoro e del servizio civile. Per un anno si è occupata di tutela della popolazione fragile, in particolare del sostegno scolastico ai bambini con difficoltà. Un’esperienza che le ha permesso di toccare con mano realtà diverse e di creare un rapporto umano con chi aveva davanti.

Da bambina, infatti, il suo sogno non era la moda. Voleva fare la veterinaria, spinta dall’amore per gli animali e dal desiderio di aiutarli. Crescendo ha capito che quel percorso forse l’avrebbe fatta soffrire troppo, ma non ha perso quella parte di sé: l’idea di aiutare il prossimo è rimasta, anche se ha preso forme diverse.

La moda è arrivata quasi come una scena da film. Camminando per strada, viene notata da Annarita Iuliano, dell’agenzia Events and Fashion, che le propone di entrare in questo mondo. Per lei è stato un momento importante: una conferma esterna, arrivata all’improvviso, che le ha dato il coraggio di pensare che quella strada potesse essere reale.

Immagine dell'articolo Aurora, tra moda e recitazione: il coraggio di inseguire una visione

Da settembre dell’anno scorso ha iniziato a investire tempo, energie e passione in questo percorso. Le prime soddisfazioni sono arrivate quando ha cominciato a essere richiamata, cercata, proposta per nuovi lavori. È lì che ha capito che il suo modo di lavorare piaceva davvero e che non si trattava solo di un tentativo, ma di qualcosa che poteva crescere.

Una delle esperienze più significative è stata Sanremo, durante il periodo del Festival. Lì ha partecipato a un concorso nazionale legato a Miss per Sanremo, vivendo per la prima volta l’emozione di spostarsi da casa per la moda, restare fuori più giorni e confrontarsi con un ambiente nuovo. Il terzo posto nazionale è stato una soddisfazione importante, non solo per il risultato, ma per quello che ha rappresentato.

Dietro una sfilata, però, ha scoperto un lavoro enorme. Valigia, spostamenti, trucco, capelli, prove abito, coreografie, tacchi per ore, serate che finiscono tardi e viaggi di ritorno dopo una giornata intera. È faticoso, ma lei torna a casa felice. E questo, per lei, fa la differenza.

Oggi si sente attratta sia dalla fotografia sia dalla passerella. All’inizio preferiva l’idea di lavorare come fotomodella, perché ama lo scatto e il risultato finale, ma con il tempo anche le sfilate le hanno dato sicurezza. Non vuole chiudersi in una sola direzione: le piace l’idea di sperimentare a 360 gradi.

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Accanto alla moda c’è anche la recitazione, un altro sogno su cui vorrebbe investire davvero, magari iniziando un’accademia. Tra cinque anni, se potesse immaginarsi senza limiti, si vedrebbe a New York, a camminare tra i grattacieli e riconoscere la propria immagine su uno schermo, come in uno spot. Un sogno grande, ma raccontato con la leggerezza di chi sa che, per arrivarci, bisogna prima provarci.

La famiglia è una parte fondamentale del suo percorso. L’ha sostenuta nei lavori, nei momenti di stress e nelle giornate in cui serviva qualcuno che le ricordasse di andare avanti. Non dà questo supporto per scontato, perché sa che non tutte le ragazze hanno la stessa fortuna.

Il fiore che sente più vicino è l’orchidea bianca, elegante ma forte, capace di adattarsi. Il suo colore è il bianco: una pagina vuota da riempire, proprio come questa fase della sua vita. La frase che lascia a chi leggerà la sua storia è semplice: non avere paura di sognare in grande. Anche quando gli altri non riconoscono subito i tuoi risultati, se tu vedi una strada e senti che ha senso, falla.