Rebekka ha 19 anni, è del 2007 e ha appena concluso il suo percorso al Liceo Artistico di Brera, indirizzo audiovisivo e multimediale. Nella vita di tutti i giorni ama allenarsi in palestra, dove pratica sollevamento pesi da sei anni, passare tempo con amici e famiglia, ascoltare musica, guardare film e coltivare il suo rapporto con l'arte in tutte le sue forme.
La scelta dell'indirizzo audiovisivo nasce da passioni che aveva già da bambina: fotografia, cinema, montaggio video e recitazione. Prima ancora di studiarle davvero, erano cose che sperimentava per gioco, con il telefono, con piccoli video e con il desiderio di raccontare qualcosa attraverso le immagini. A scuola ha potuto approfondire la storia del cinema, dai fratelli Lumière al passaggio dal muto al sonoro, fino alla realizzazione di cortometraggi.
Il Liceo di Brera non è stato solo un percorso tecnico, ma anche umano. Rebekka racconta di essere cresciuta grazie alle materie, ai professori e alle persone incontrate in quell'ambiente. L'arte, per lei, è sempre stata una presenza naturale: disegnare, colorare, andare alle mostre, osservare immagini e lasciarsi colpire da ciò che vedeva. Tra le correnti che sente più vicine ci sono il surrealismo e il dadaismo, con riferimenti come Salvador Dalí e Duchamp.
Tra tutti i linguaggi artistici, però, quello in cui sente di esprimersi di più è la recitazione. Recitare significa vivere vite diverse, entrare nelle emozioni di un personaggio e, allo stesso tempo, far emergere qualcosa di vero di sé. La scintilla è arrivata alle elementari, durante una recita ispirata a Edward mani di forbice, in cui interpretava Kim. Dopo quell'esperienza, e dopo i primi complimenti ricevuti, la recitazione è rimasta una presenza costante.

Negli anni Rebekka ha continuato a coltivarla, studiando presso l'Accademia Artisti di Milano e ottenendo un attestato in recitazione cinematografica e arti dello spettacolo. Oggi non ha scelto l'università, ma un percorso più diretto: lavorare nell'ambito audiovisivo e multimediale, continuando nel frattempo a formarsi con corsi e masterclass di recitazione. Il suo obiettivo più grande resta diventare attrice, soprattutto nel mondo della recitazione cinematografica.
La recitazione l'ha aiutata anche sul piano personale. Rebekka si descrive come una persona inizialmente timida, riservata e un po' chiusa, ma racconta che il teatro e l'accademia le hanno dato più sicurezza. Senza quel percorso, forse, non avrebbe affrontato con la stessa tranquillità nemmeno un'intervista come questa.
Accanto all'arte c'è stata anche un'esperienza nella moda. Grazie a un annuncio notato da sua nonna, Rebekka ha partecipato a Miss Reginetta d'Italia. Non lo ha fatto per vincere, ma per mettersi alla prova, gestire l'ansia e superare alcuni limiti personali. La giornata è stata intensa, ma si è conclusa con una fascia regionale e con una soddisfazione che non si aspettava.

Di quell'esperienza ricorda soprattutto l'armonia tra le ragazze, la scelta degli abiti, il trucco e il momento della passerella. Per ora, però, la sua direzione principale resta la recitazione. La moda le piace, ma non sostituisce ciò che sente più profondamente suo.
Per Rebekka immagine e autenticità devono andare insieme. Nell'arte, nel cinema e nella moda conta mostrarsi, ma senza costruire una versione finta di sé. Il fiore che la rappresenta è la magnolia: semplice, elegante, delicata, ma capace di restare impressa. La frase che lascia a chi leggerà la sua storia è: cogli l'attimo, ma non aspettarti che basti; ciò che vuoi diventare si costruisce con costanza, sacrificio e la forza di non arrendersi.



