A volte i percorsi più importanti iniziano quasi per caso. Per Valter Mione, oggi Presidente Onorario di AIDO Piemonte e Presidente di AIDO Provinciale di Torino, è andata così. È entrato nell’associazione circa quarant’anni fa, quando aveva poco più di vent’anni, inizialmente per seguire quella che sarebbe poi diventata sua moglie, allora segretaria dell’associazione.

Quello che sembrava un ingresso casuale si è trasformato in un impegno lungo una vita. Valter ha iniziato a conoscere da vicino il mondo della donazione degli organi, fino a diventare una figura di riferimento per AIDO in Piemonte. Oggi continua a essere presente e attivo sul territorio, portando avanti un lavoro fatto di informazione, ascolto e sensibilizzazione.

AIDO nasce nel 1973 con un obiettivo preciso: diffondere la cultura della donazione di organi, tessuti e cellule. Secondo Valter, in oltre cinquant’anni il cambiamento è stato enorme. Quarant’anni fa parlare di donazione era molto più difficile: era un tema poco raccontato, spesso circondato da paure, silenzi e disinformazione. Oggi, invece, la consapevolezza è cresciuta e l’associazione conta oltre un milione e mezzo di iscritti.

Uno dei passaggi più importanti riguarda il valore della scelta. In passato iscriversi ad AIDO aveva soprattutto un significato interno all’associazione. Oggi, invece, la volontà del cittadino viene inserita nella banca dati ufficiale del Ministero della Salute, dando alla scelta un valore concreto e legale. Per Valter questo è fondamentale: decidere in vita significa non lasciare tutto sulle spalle dei familiari in un momento di dolore.

La paura più comune resta quella di “non essere morti davvero”. Su questo Valter è molto chiaro: la donazione si attiva solo dopo l’accertamento legale della morte cerebrale, con procedure rigorose e tempi di osservazione stabiliti dalla legge. Il medico cura il paziente fino all’ultimo, e la donazione non viene mai prima della tutela della vita.

Immagine dell'articolo Valter Mione e AIDO: scegliere in vita per dare valore alla vita degli altri

Nel tempo è cambiata anche la scienza. Oggi non si parla più soltanto di organi, ma anche di tessuti e cellule: pelle, valvole cardiache, ossa, vasi sanguigni e altri elementi che possono aiutare concretamente altre persone. A Torino esistono anche percorsi legati alla donazione del corpo alla scienza, per contribuire alla ricerca medica e allo studio delle malattie.

Per Valter, però, parlare di donazione significa anche parlare di prevenzione. AIDO promuove una cultura più ampia della salute: alimentazione corretta, attività fisica, attenzione al proprio corpo e riduzione degli abusi. Prendersi cura di sé diventa anche un gesto di responsabilità verso gli altri.

Il ruolo dell’associazione non è soltanto raccogliere iscrizioni. È informare, rispondere ai dubbi, entrare nelle scuole, dialogare con comuni, ospedali, istituzioni e realtà del territorio. Una delle sfide più importanti resta quella dei giovani: non sono meno solidali, ma vanno raggiunti con linguaggi nuovi, più brevi, digitali e interattivi.

Anche il volontariato sta cambiando. Un volontario AIDO può occuparsi di banchetti informativi, incontri nelle scuole, comunicazione digitale e sensibilizzazione. Non serve essere medici per contribuire: serve voglia di ascoltare, imparare e spiegare un tema complesso con parole semplici.

Nel racconto di Valter, la donazione non è solo una questione sanitaria. È una scelta umana, civile e collettiva.

Perché scegliere in vita non significa pensare alla morte. Significa dare valore alla vita degli altri.

Per informazioni

Sito: www.aidotorino.it

Facebook, Instagram e X: AIDO Torino

Email: torino.provincia@aido.it