Martina studia al liceo artistico, ma la sua passione per il disegno è iniziata molto prima. Da bambina, mentre le sue amiche giocavano con Barbie e bambole, lei preferiva restare con i pennarelli in mano. Le bambole, racconta sorridendo, l’hanno sempre quasi spaventata. Il disegno, invece, è arrivato in modo naturale, come qualcosa che faceva già parte di lei.
La scelta del liceo artistico è stata quasi inevitabile. Anche se è una ragazza curiosa, capace di appassionarsi allo studio e ad altri percorsi, l’arte è sempre rimasta il suo punto fisso.

Il momento in cui ha iniziato a vedere la pittura non solo come una passione, ma come una possibilità concreta per il futuro, è arrivato circa un anno e mezzo fa. Nel suo paese ha iniziato a frequentare un corso con un pittore locale, una figura che le ha fatto capire che anche partendo da una piccola realtà si può provare a costruire un percorso artistico vero.
Oggi usa anche Instagram per mostrare i propri lavori, ma esporsi non è stato semplice. Aprire una pagina è diventato un modo per superare la paura di far vedere le opere e accettare che qualcosa che lei considera un difetto possa invece emozionare qualcun altro.
La sua pittura è legata alle tecniche tradizionali: olio, tempera grassa, pastelli e studio della figura umana. Martina preferisce volti, corpi ed espressioni, perché le permettono di raccontare emozioni, fragilità e significati profondi. Dopo l’acrilico, l’olio le ha aperto un mondo fatto di colori più vibranti, sfumature morbide e maggiore profondità. I lunghi tempi di asciugatura possono essere frustranti, ma anche quella lentezza fa parte del processo.
Prima di iniziare un quadro fa ricerche, studia simboli e costruisce collegamenti. Nel concorso scolastico in cui è arrivata seconda ha presentato Ignorantia, un’opera dedicata all’unicorno e al basilisco. Il quadro mette in contrasto la purezza, l’arte e la cultura con un’ignoranza capace di distruggere la bellezza.

Nei suoi lavori ritornano temi personali: infanzia, innocenza, crescita, trasformazione e responsabilità precoce. Nonostante il talento, Martina resta molto autocritica e ammette di non essere quasi mai soddisfatta completamente. Una volta, però, una persona che aveva commissionato un suo quadro si è commossa fino alle lacrime. Quella reazione è stata la prova che i sacrifici, le notti a lavorare e la fatica possono arrivare davvero a qualcuno.
Il suo sogno è vivere d’arte. Sa che dovrà continuare a crescere, forse frequentare un’accademia, costruire mostre, esperienze e nuove commissioni. Il fiore che sente vicino sono le calle, eleganti e delicate. La frase che la rappresenta è semplice: “Giorno dopo giorno”.
Per Martina significa affrontare ogni passaggio con impegno: ogni quadro, ogni errore, ogni tentativo e ogni post pubblicato anche con un po’ di paura. Il suo percorso non parla soltanto di pittura, ma di una ragazza che sta imparando a mostrarsi, a credere nel proprio lavoro e a costruire, tela dopo tela, il futuro che immagina da quando era bambina.



