Vittoria Catinella sta per iniziare il quarto anno di liceo classico Cambridge. Dal lunedì al venerdì vive in convitto a Torino e torna a casa nel weekend: una quotidianità particolare, che l'ha resa presto autonoma e abituata a condividere spazi, tempi e giornate con molte altre persone. Si descrive come solare, socievole e molto chiacchierona, ma anche emotiva. Una ragazza che ama stare con la famiglia, con le amiche, leggere e passare tempo con il suo pastore australiano. La letteratura occupa una parte importante del suo mondo. Per lei leggere non significa soltanto studiare: è anche un modo per osservare le persone e capire meglio ciò che le circonda. La vita in convitto ha rafforzato questa curiosità, insegnandole ad adattarsi a caratteri molto diversi e a riconoscere quanto si possa imparare dagli altri.

Accanto alla scuola c'è una passione che Vittoria porta con sé fin da bambina. Giocava con le Barbie, indossava i tacchi della madre e immaginava passerelle e fotografie. Per anni, però, quella della moda è rimasta soprattutto un'idea. Il primo vero segnale arriva durante un viaggio in Egitto, quando un fotografo le scatta alcune immagini e le suggerisce di provare. Vedere per la prima volta delle fotografie professionali di sé le fa pensare che quel sogno possa essere qualcosa di più concreto. Il percorso comincia davvero nel marzo 2025, quando viene contattata per il primo shooting. Vittoria parte con prudenza, ma decide di provare. Da lì arrivano altre proposte e capisce che può costruire il percorso con i propri tempi. Oggi si concentra soprattutto sulla fotografia: con i suoi 1,68 metri sa che alcune passerelle richiedono standard differenti, ma non considera questo un limite assoluto. Preferisce concentrarsi sulle possibilità che ha davanti. Una delle esperienze più importanti arriva nell'autunno del 2025. Dopo un casting, le viene proposta l'apertura di una sfilata come modella di body painting. Dietro quel momento ci sono circa otto ore di preparazione, un team di professionisti e una lunga giornata di lavoro. Per Vittoria è una delle prime occasioni in cui percepisce davvero la dimensione collettiva della moda: fotografi, make-up artist, organizzatori, musica e modella devono funzionare insieme.

La scuola, però, resta la priorità. Durante l'anno concentra shooting e impegni soprattutto nei weekend e nelle vacanze. Non sente il bisogno di accelerare: preferisce conoscere gradualmente l'ambiente, scegliere con attenzione le persone con cui lavorare e fare esperienza senza trasformare tutto in una corsa ai risultati. Anche per questo considera fondamentale il sostegno della famiglia, che l'ha accompagnata fin dall'inizio. Il mondo della moda le ha fatto scoprire anche aspetti meno immediati. Uno è il peso dei social, molto più importante di quanto immaginasse. La cosa più importante, però, è non costruire un personaggio. Nei suoi lavori vorrebbe che emergesse la sua semplicità, senza eccessi, e che chi guarda riesca a intravedere la persona dietro l'immagine. Nei prossimi anni si immagina all'università, con il sogno di studiare psicologia, ma anche con più esperienza nella moda e magari qualche collaborazione importante con brand o stilisti che ammira. La parola che sceglie per descrivere la propria ambizione è "perseveranza": sapere che il percorso può essere lento, senza per questo smettere di crederci. Se il suo percorso fosse un fiore, sarebbe il fiore di loto, simbolo di crescita. Il colore di questo momento è invece il rosso, per l'energia che sente di avere. E il messaggio che lascia è forse quello che riassume meglio il suo modo di vivere questa esperienza: crederci, ma soprattutto divertirsi. Perché la moda, prima ancora di diventare un obiettivo, deve restare qualcosa che si è felici di fare.



