Ha 16 anni, studia Scienze Applicate a Poggibonsi e da domani inizierà il terzo anno. Aurora Nella sua quotidianità convivono interessi molto diversi tra loro: la scuola, la pallavolo, l’astronomia, la moda e soprattutto il sogno di diventare attrice. Fin da bambina, infatti, immaginava il proprio futuro davanti a una macchina da presa. Guardava molti film e, da piccola, era particolarmente affezionata a Henry Danger e al suo protagonista Jace Norman. Quella che allora sembrava una fantasia, oggi sta iniziando lentamente a trasformarsi in qualcosa di concreto. Di recente ha partecipato al concorso nazionale “Una ragazza per il cinema”, dove durante la serata talento ha conquistato la fascia “Ragazza Xento” e una borsa di studio per “La casa dell’attore” a Roma.

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Per otto mesi trascorrerà una settimana al mese nella capitale, seguendo un percorso di recitazione con Maria Rosaria Russo e Giulio Manfredonia. Dizione, preparazione ai casting e lavoro davanti alla macchina da presa saranno parte di un’esperienza che sente particolarmente vicina al suo obiettivo principale. La determinazione è uno degli aspetti che emergono di più quando parla di sé. Nonostante la giovane età, dice di sapere già cosa vuole e di voler iniziare a costruirlo adesso. Questo significa cercare di conciliare scuola, sport e mondo dello spettacolo senza rinunciare a nessuno dei tre. Lo sport, infatti, occupa da sempre una parte importante della sua vita. Gioca a pallavolo da quando aveva sei anni e, oltre agli allenamenti, corre tre o quattro volte a settimana. Anche suo padre, appassionato di kickboxing, la segue molto nella preparazione fisica, allenandosi con lei tra pesi ed esercizi funzionali.

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Il percorso nella moda è iniziato intorno ai 13-14 anni, quando i suoi genitori notarono un volantino di Miss Blumare. Da lì sono arrivate le prime esperienze e successivamente l’ingresso nell’agenzia Arte e Moda. La sua agente, Samantha Cannas, ha avuto un ruolo importante nella sua crescita, accompagnandola anche verso una scuola di portamento dove ha imparato a sfilare e a lavorare meglio sulla presenza scenica. All’inizio, però, non è stato semplice. Ricorda alcune delle prime sfilate, quando vedeva altre ragazze ricevere fasce mentre lei tornava a casa delusa. In quei momenti i genitori l’hanno aiutata a cambiare prospettiva: invece di concentrarsi su ciò che ottenevano gli altri, doveva lavorare per dimostrare quanto valeva. È una lezione che oggi porta con sé anche quando incontra competizione, giudizi o commenti negativi.

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Dietro una sfilata, racconta, c’è una preparazione che dall’esterno si vede poco. Per lei è quasi paragonabile a uno sport agonistico: ore passate a camminare sui tacchi in casa, prove davanti allo specchio, pose, trucco, capelli e soprattutto preparazione mentale. Un lavoro impegnativo che, però, trova senso nella soddisfazione finale. Anche sui social ha scelto di separare le due dimensioni della sua vita: un profilo privato e uno professionale. Non sente il bisogno di nascondere i propri risultati e considera importante mostrare con naturalezza ciò che sta costruendo. Tra tre o quattro anni si immagina ancora impegnata nella scuola, probabilmente vicina alla maturità, ma spera di riuscire ad affiancare allo studio qualche esperienza cinematografica.