Aurora ha 18 anni, si è appena diplomata come parrucchiera e oggi lavora come agente di viaggio. Organizza itinerari per singoli clienti e gruppi e, quando serve, parte lei stessa come guida. Tra i prossimi progetti c’è anche un tour dedicato ai castelli Disney in Francia. Accanto ai viaggi, nell’ultimo anno è entrato nella sua vita anche un altro mondo: quello della moda.

Tutto comincia a Giussano, in provincia di Monza, con una sfilata locale. La famiglia la incoraggia a partecipare e Aurora decide di provarci. La prima volta non va come sperato. L’anno successivo torna però sulla passerella e qualcosa cambia: viene notata, iniziano ad arrivare nuove chiamate e quella che sembrava una semplice esperienza diventa una piccola catena di occasioni. Brescia, la Puglia, nuovi casting e nuove sfilate. «Mi piace la novità, quindi mi butto nelle cose nuove. Anche se mi provocano ansia e paura, ci provo sempre.» È forse questa la contraddizione che racconta meglio Aurora. Da una parte c’è una ragazza curiosa, pronta a partire e con il desiderio di arrivare lontano. Dall’altra, una persona che ha dovuto imparare gradualmente a stare davanti agli occhi degli altri. All’inizio, racconta, durante le passerelle arrivava persino a interrompere il percorso per l’ansia. Poi sono arrivati un corso, le prove e, soprattutto, maggiore sicurezza. «Prima camminavo a testa bassa e si vedeva che ero insicura. Adesso vorrei riuscire a trasmettere sicurezza.» Una delle esperienze decisive è stata Miss Fotomodella d’Italia, in Puglia. Aurora parte senza sapere esattamente cosa aspettarsi: le informazioni trovate online erano poche e, insieme al suo ragazzo, inizialmente aveva persino dubitato dell’evento. Alla fine decide di andare. Rimane una settimana, conosce altre ragazze, stringe nuove amicizie e conquista la sua prima fascia. «Ero felicissima.»

Non tutto, però, è semplice. Aurora racconta che la famiglia non ha sempre appoggiato il suo percorso nella moda. I suoi genitori guardano con diffidenza concorsi e competizioni e, per partecipare all’esperienza in Puglia, Aurora decide comunque di partire. È una scelta che racconta bene il rapporto che ha con i propri obiettivi: ascolta le opinioni degli altri, ma non sempre lascia che siano loro a decidere. Anche sui social ha imparato a convivere con il giudizio. A sorprenderla è soprattutto una dinamica opposta a quella che ci si potrebbe aspettare: racconta di ricevere molto sostegno dalle ragazze, mentre alcune prese in giro arrivano soprattutto dai ragazzi. La sua risposta è semplice: non vuole costruire il proprio percorso sulla base di ciò che pensano gli altri. Oggi Aurora partecipa a casting, shooting e sfilate e ha appena iniziato una nuova esperienza con un’agenzia di moda. Non sa ancora se tutto questo diventerà il suo lavoro. «Penso che ci siano ragazze molto più portate di me, però non mi dispiacerebbe farlo diventare qualcosa di serio.» Il sogno, però, è chiaro: portare insieme le sue due grandi passioni - viaggiare e sfilare - fuori dall’Italia. Tra tre o quattro anni si immagina negli Stati Uniti, magari impegnata tra shooting e passerelle. E se la moda non dovesse diventare il suo futuro, la direzione rimarrebbe comunque la stessa: partire. Maldive, Hawaii, qualche luogo lontano in cui continuare a lavorare nel turismo.

Quando le chiediamo quale fiore rappresenterebbe il suo percorso, Aurora sceglie una rosa nera. Per lei non è soltanto una questione estetica: la associa alle difficoltà che porta con sé e ai momenti vissuti in famiglia, ma anche alla capacità di continuare a sbocciare nonostante tutto. Se invece dovesse scegliere un colore per descrivere il presente, sarebbe l’argento. «Mi dicono sempre che sogno d’argento e non d’oro, perché sono una persona particolare.» Curiosa, ansiosa ma pronta a provarci, Aurora sceglie una parola per descrivere la propria ambizione: determinata. E alla fine lascia ai lettori una frase semplice, coerente con il suo percorso: «Tutto è possibile, basta solo crederci.»



